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Dickens del Natale scriveva “era la stagione dell'ospitalità, dell'allegria, della franchezza di cuore.” Ebbene le feste natalizie non sono niente altro che un banco di prova per la perfetta padrona di casa per verificare se conosce o meno le buone maniere della tavola .

Sono da poco passate le feste, ma pranzi o cene importanti, elaborati nella composizione del menu ce né saranno. Vi siete mai chiesti se ci sia un’ordine corretto nel servire le portate ? Il senso di mangiare in ordine: antipasto, primo e secondo non è un ordine casuale ha una sua ragione. Ecco alcuni caratteri generali della successione delle portate durante un pasto. La sequenza tiene conto: - della composizione dei piatti, infatti verranno serviti prima i piatti considerati più leggeri...

Le buone maniere sono da sempre, proprio per la loro stessa natura, un ottimo alleato per superare criticità, imbarazzi e disagi. Conoscere regole e comportamenti ci fornisce maggiore sicurezza in contesti ed ambiti anche molto diversi fra di loro e ci consente di essere a nostro agio in qualunque situazione, sostenendo in modo adeguato anche l’esigenza di chi ha desiderio di migliorare sé stesso.

Dopo la scorsa settimana veniamo ai consigli per gli uomini. Regola generale ricordate: dobbiamo essere coscienti che ogni nostra scelta rappresenta un messaggio che viene lanciato alla società.

Per argomenti di questo genere non c’è Fashion Week che tenga, ciò che ci deve guidare è l’essere consapevoli del potere simbolico dell’abito, dobbiamo essere coscienti che ogni nostra scelta rappresenta un messaggio che viene lanciato alla società.

Le buone maniere possono aiutarci a conoscere meglio noi stessi e il modo in cui viviamo. Purtroppo per molte persone consistono solamente nell’acquisto dei piattini del pane e nello sbucciare una mela con forchetta e coltello. Scopri tutto il nostro mondo.

Di fronte a fenomeni come il bullismo l’acquisizione di alcune regole del galateo può aiutare bambini e ragazzi a sviluppare la giusta sensibilità ed empatia, permettendogli di sviluppare maggiore consapevolezza e sicurezza in loro stessi e, di conseguenza, di capire meglio gli altri.

Se negli anni Settanta furoreggiava il crochet, il bikini lavorato a uncinetto con slip a vita bassissima e reggiseno a triangolo, al giorno d’oggi c’è proprio l’imbarazzo della scelta: con reggiseno a coppe e culotte che coprono l’ombelico, slip a vita bassa e top con il reggiseno delle giocatrici di beach volley, intero con grandi scollature sulla schiena o con forme sempre diverse.

Il dilemma sembra senza soluzione, ma solo se lo si analizza in maniera superficiale. Infatti, basterebbero poche e semplici regole: un piccolo “galateo della natura” per salvare l’ambiente e un po’ anche noi stessi.

La spiaggia riporta ad un immaginario idilliaco in cui il vacanziero ha la possibilità di essere totalmente libero, abbandonando per qualche giorno le rigide regole della città e dell’ambiente lavorativo. Fortunatamente non è così, la spiaggia e il mare richiedono molto sensibilità sia dal punto di vista ambientale sia sociale.

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