Chi paga il conto al ristorante? La risposta non è quella che credevi
Occasioni e Socialità

Se pensi che al ristorante sia sempre l’uomo a pagare, mi toccherà deluderti.

È vero, in tantissimi manuali di buone maniere e galateo si trova spesso questa indicazione, ma la realtà è molto diversa, soprattutto oggi: le variabili, così come le occasioni, possono essere tantissime.

Insomma la risposta non è così scontata e dividere “alla romana” non è sempre la soluzione migliore.

E allora come regolarsi?

Ti svelo un trucco per non sbagliare (quasi) mai.

Innanzitutto smetti di pensare in bianco e nero. Uomo o donna? amante o conoscente? La distinzione reale è: invitato o invitante.

La regola: il conto lo paghi chi invita.

Se invitiamo qualcuno al ristorante sarà nostro dovere provvedere anche al conto, viceversa se siamo invitati possiamo immaginare che chi ci ha rivolto l’invito abbia intenzione di pagare.

Ma non sempre chi invita usa le buone maniere!

Ricordo con disappunto le innumerevoli volte nelle quali sono stato invitato al ristorante per ricorrenze come compleanni e anniversari e, al momento del conto, c’era la divisione “alla romana”. Se vuoi fare bella figura ed evitare momenti di imbarazzo cerca di evitare questo comportamento.

In comitiva

Diverso è il caso di una comitiva che si ritrova per qualche ricorrenza: festeggiare l’inizio o la fine di un’esperienza insieme o una rimpatriata con i compagni delle superiori sono eventi particolari che non seguono lo schema invitato/invitante.

In questo caso il conto verrà spartito in egual misura tra i commensali, senza far caso a chi ha preso cosa, a chi ha bevuto e chi non ha bevuto.
Ti è mai capitato di incontrare persone che nelle cene comuni si lasciano andare a cibi di lusso e poi, quando sono loro a invitare e quindi a pagare, optano per il vino dalla casa?
Scommetto di sì.
Ecco perché è importante che nelle occasioni collettive i partecipanti si allineino alla tavola, evitando i vini costosi o i piatti più raffinati nel menù: il rischio è di sembrare scortesi o peggio dei parvenu.

E in un pranzo di lavoro?

In questo caso il conto verrà pagato da chi ha interesse per l’incontro e da chi ne trae o ne trarrà profitto.

Un’ultima variabile da prendere in considerazione è quella del caso, ossia quando non c’è un invito ma un incontro casuale.

È la situazione più spinosa perché non c’è una regola precisa: paga chi ha il desiderio di offrire. Ma sono vietate scene strazianti di tira e molla davanti alla cassa! Non si insiste mai troppo, né per offrire né per pagare la propria parte.

Ultima regola d’oro: ringraziare

Se siete stati ospiti è corretto ringraziare, ma non per la colazione o il pranzo offerto, quanto per la piacevole compagnia e per la bella serata.

Le parole hanno un peso e saperle usare fa la vera differenza: una piccola frase precisa e mirata può essere una carezza al cuore e in questo caso bisogna essere sempre pronti a offrire!

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