Quando dare del Tu o del Lei?

Tu o Lei?

 

Molti di coloro che ci scrivono vogliono essere rassicurati su quando è il momento giusto per  iniziare a dare del Tu. Il problema è proprio nella nostra paura di cercare il momento giusto per non sbagliare: non si tratta di momenti ma bensì, come ci è capitato spesso di ripetere, del rispetto che si ha verso l’altra persona. Prendete ad esempio Dante che utilizzava molto il Tu ma con personaggi autorevoli e con Beatrice si rivolgeva con il Voi. 

Oggigiorno il Tu è molto diffuso perché forse è idea comune che il Lei sia un eccesso di formalità, in realtà si parla di rispetto. Altri sostengono che l’uso del tu sia riconducibile alla voglia di sentirsi giovani e di utilizzare un linguaggio più democratico e trasversale, forse però bisognerebbe ricordare che l’accoglienza e la partecipazione si fanno con le azioni e non con i pronomi. 

Va bene usare il Tu con amici e colleghi e attenzione non perchè non si rispetti ma perchè c’è anche una certa familiarità; ma con una persona appena conosciuta o con un superiore è sempre meglio utilizzare il Lei, fino a quando questa non voglia passare al Tu. Questo passaggio è cruciale: da quel momento cambieranno i ruoli e le conversazioni. 

Consiglio di non avere troppo fretta di passare al Tu, dare del Lei ci permette di dire le cose più incisivamente e con maggior distacco. Diamo quindi sempre la possibilità all’ospite o al nostro superiore di passare al Tu , ma quando avviene non insistiamo a dare ancora del Lei o peggio ci giustifichiamo  “caro professore, non mi permetterei mai di darle del Tu”, dimentichiamoci queste frasi frutto di insicurezze e sudditanze. 

E’ importante ricordare però che il Lei è sempre simmetrico:. Non possiamo chiedere il Lei se diamo del Tu sia che siamo presidenti della repubblica, notai, impiegati, creativi o giornalisti.

In passato non era raro vedere la padrona chiedere il Lei e dare del Tu al proprio personale, allo stesso modo avviene nelle università di oggi, in questo modo non rimarcate la vostra posizione ma solo la vostra presunzione.

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Commenti: 10
  • #1

    Sandra Fioravanti (sabato, 02 febbraio 2019 22:31)

    La forma di cortesia è sempre gradita.

  • #2

    Michelangelo Gesualdo (martedì, 25 giugno 2019 23:47)

    Essere cortesi credo sia la forma migliore per l'educazione anche verso chi non si conosce di persona diretta.

  • #3

    Gianluca Grauso (mercoledì, 02 ottobre 2019 02:57)

    Assolutamente io credo che dare del lei può succedere in pochissimi contesti e situazioni. Secondo me bisognerebbe dare sempre del tu anche se non ti conosco, sempre, perché molto probabilmente è indice di empatia. Ad esempio io ora quando entro nei locali pubblici e parlo con gli addetti ai lavori o con le commesse/commessi bariste/baristi, eccetera, mi sento molto più a mio agio se mi danno del tu tanto che a volte se mi danno del lei dico: "oh dammi del tu che sennò mi offendo ok?" e il sorriso entra in scena :) ciao

  • #4

    Ferdinando (mercoledì, 29 aprile 2020 23:06)

    Detesto gli estranei che mi danno del tu e quando lo fanno continuo a dargli del lei

  • #5

    Nicolas (domenica, 10 maggio 2020 21:09)

    Il lei è sempre simmetrico? Anche quando un trentenne interloquisce con un anziano?
    O in questo caso è ammesso dare del lei e ricevere del tu?

  • #6

    demetrio calveri (giovedì, 18 giugno 2020 18:07)

    Egregi,

    organizzate anche corsi a distanza?
    Grazie in anticipo

  • #7

    Accademia italiana Galateo (giovedì, 18 giugno 2020 19:43)

    Si certo, ci contatti.

  • #8

    Devorestareanonimo (lunedì, 20 luglio 2020 09:52)

    Sono una donna di 32 anni, coniugata e con una funzione molto importante socialmente, prestigiosa e autorevole.
    Da quando ho assunto questo ruolo provo molto disagio, nella mia vita privata a ricevere sempre e soltanto il tu. Non è questione di presunzione, ma di opportunità, in quanto il mio lavoro impone un grado molto alto di riserbo che comporta l'esigenza di non dare confidenza alle persone. E poi è necessario che io faccia rispettare il mio ruolo e ne preservi il prestigio non solo con i miei comportamenti, ma anche nelle relazioni sociali.
    Invece, forse per il mio aspetto fisico giovanile o per il maschilismo e la gerontocrazia da cui è ancora caratterizzata la nostra società, mi capita che la signora delle pulizie di mia madre mi dica "dammi del tu, potresti essere mia figlia" o che signori sessantenni mi chiamino signorina. Come posso far rispettare il mio ruolo e chiedere che ci si rivolga a me con un linguaggio appropriato, senza risultare presuntuosa e senza perdere il mio garbo?

  • #9

    Dario (lunedì, 31 agosto 2020 11:05)

    secondo me dare del lei è una "Fantozziata" anacronistica e non centra nulla con il rispetto, sia ben chiaro! Anzi! Serve esclusivamente negli ambienti militari e di lavoro per mantenere le distanze e rimarcare il proprio ruolo, punto.
    Quando qualcuno si comport ineducatamente o con fredda autorità dandomi del lei, sapete dove può attaccarselo il suo "lei"??

  • #10

    Mario (martedì, 22 settembre 2020 23:03)

    Nei luoghi molto formali il lei si usa..
    In quelli meno, l'importante è che non ci sia asimmetria. Tu con tu.. lo trovo più confidenziale. Lei con lei più distante. Tu con lei, fra adulti(dopo i 20 anni) diventa discriminatorio dalle mie parti, se non è accompagnato da un reale rispetto per la carriera o altro.
    In pratica viene usato per indicare solo che appari invecchiato, rispetto ad altri adulti, magari quasi coetanei che si beccano il tu, e un trattamento più simpatico. Insomma: non ha niente di positivo.
    P.s: parlo del modo di usare le forme di cortesia moderno, non delle regole.
    Non per niente lo stesso "signore" viene da Senior comparativo di senex, come indicato nell'enciclopedia Treccani, che spesso viene usato per indicare una persona più vecchia.