Chi assaggia il vino?

Il vino dovrebbe essere assaggiato dal sommelier, dal professionista che porterà la bottiglia in tavola. Nel caso il risto- rante non preveda questa figura, il vino può essere assaggiato da chi ci ha invitato, o da chi ha ordinato o consigliato la bottiglia. È possibile anche delegare l’assaggio al commensale considerato il più preparato in materia.

Il momento è cruciale: il cameriere versa il vino e tutta la tavola rimane in silenzio. Gli sguardi sono fissi sul bicchiere e sul volto del grande sommelier, in sottofondo parte la colonna sonora del film Lo squalo, la suspense è altissima. Le mani sudano e tremano. Il bicchiere inizia a roteare e roteare e roteare, come un derviscio danzante. Il naso della persona si infila direttamente dentro il bicchiere, poi altre rotazioni e altra annusata. Il momento decisivo sta per ar- rivare: l’assaggio, spesso a occhi chiusi. Uno sciacquo della bocca e poi un altro assaggio. I commensali non respirano più dall’emozione, il grande intenditore inizia a dire cose a caso fino al momento del verdetto: «Può andare bene». Un sospiro di sollievo generale, e dall’emozione molti vorrebbero abbandonarsi a un applauso.

Ecco! Proviamo a evitare tutto questo. L’assaggio del vino sarà un momento rapido e soprattutto discreto, evitiamo di perderci in discussione e sproloqui. Concediamo al cameriere di versare il vino ai commensali. Sarà compito dell’uomo assicurarsi che la signora non rimanga mai senza vino. La bottiglia non deve mai essere presa dal collo ma sempre dal fondo e, soprattutto, il vino deve essere versato con la mano destra.

Alcuni storici fanno risalire questa usanza ai tempi dei Medici. L’arte dei veleni era molto in uso nel granducato di Toscana, e Caterina de’ Medici, regina di Francia, sicuramen- te la conosceva molto bene. Spesso i veleni erano contenuti negli anelli e, versando con la sinistra e facendo ruotare la mano verso l’esterno, era molto semplice far sì che l’anello si aprisse e il veleno cadesse nei bicchieri dei rivali. Utilizziamo quindi sempre la mano destra, affinché il nostro gesto sia più raccolto e delicato.


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Commenti: 1
  • #1

    Alessandra Scullino (mercoledì, 01 luglio 2020 12:27)

    In realtá non dovrebbe andare cosí secondo il galateo e neanche secondo la normale degustazione di un vino.
    Chi assaggia lo deve fare senza tante scene.
    Si assaggia sólo per vedere se il vino ha difetti (se sa di tappo, o altri difetti dovuti alla fermentazione o al processo di produzione) e non per scoprire se piace!
    Il gusto è parte del rischio di questo meraviglioso mondo che è il vino.
    Basterebbe solo annusare con discrezione il vino versato nel calice (senza affondarvi il naso) e giá solo dall'odore si riconosce se un vino è difettoso.
    Abitualmente si procede anche all'assaggio perché spesso sembra che il sommelier o il cameriere che ha portato la bottiglia si aspetti anche questo passaggio.
    Non è assolutamente necessario roteare il vino nel bicchiere né lasciarsi andare in conteplazioni o descrizioni sul gusto o apprezzamenti; l'assaggio del vino dovrebbe avvenire in 3 semplici e rapidi gesti:
    - odorare
    - provare
    - rispondere "sí, va bene" o "no, non va bene" nel caso abbia difetti