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Gli argomenti vietati a tavola

Si avvicina di nuovo il periodo di pranzi, cene, picnic, in famiglia o tra amici. Si tratta di quei momenti durante l’anno in cui è bello festeggiare, mangiare, brindare insieme e, soprattutto, chiacchierare. 

Desideriamo soffermarci su quest’ultimo punto. 

Ci sono infatti argomenti vietati e poco adatti ad una conversazione attorno al desco. 

A tavola c’è sempre chi parla troppo e chi preferisce evitare o annuire a qualunque cosa venga detta. Entrambi i comportamenti non fanno parte delle buone maniere!

Di seguito alcuni consigli e alcuni degli argomenti che non dovrebbero essere trattati a tavola:

- Malattie. 

Questo è il primo argomento che dobbiamo evitare, capita spesso che le tavole si trasformino nella sala di attesa dello studio di un medico generico. Ogni persona racconta i propri acciacchi, le proprie operazioni o particolari indecenti della condizione fisica di un lontano amico. Questo tema può riportare alla memoria di qualcuno momenti spiacevoli e far cadere nella tristezza alcuni invitati. 

- Lutti. 

In alcune cene, magari di amici che non si vedono da tanto tempo, l’argomento spesso gettonato è quella della scomparsa di altri amici, parenti o conoscenti. Dopo di che si inizierà con i racconti del tempo passato insieme. Il divieto di questo argomento non ha bisogno di spiegazioni.

- Gravidanze e Figli. 

Questo non dovrebbe mai essere argomento di conversazione. Al tavolo possono essere presenti persone che non possono avere bimbi o altri che hanno avuto gravidanze complesse. In alcuni casi anche la donna in dolce attesa non ha piacere di condividere con la tavola il suo stato. Per cui è necessaria massima cura e cautela nell’affrontare il tema della gravidanza.

- Argomenti disgustosi. 

Capita di rado ma talvolta succede che, in alcune occasioni, qualcuno inizi a parlare di qualcosa di disgustoso. In questo caso sarà cura del padrone di casa cambiare immediatamente discorso per evitare di turbare la sensibilità e l’appetito degli altri ospiti.

- Religione. 

A tavola si può parlare delle diversità religiose, della storia delle religioni, della tradizione popolare ma non bisogna mai iniziare a interpretare i discorsi in chiave religiosa e soprattutto mai cercare nuovi proseliti o imporsi come detentori di verità assolute. Lasciamo ai sacerdoti le opere di conversione.

- Calcio. 

Questo è l’argomento che detesto maggiormente e ogni volta che viene messo nella conversazione mi domando come sia possibile che ancora possa essere uno spunto di conversazione. Oltre ad essere un argomento sterile e noioso renderebbe subito l’atmosfera della vostra tavola simile a quella di un bar dello sport la domenica mattina.

- Disturbi, intolleranze, allergie. 

Su questo punto dobbiamo fare molta attenzione. Ad oggi ogni persona ha almeno 4 o 5 intolleranze (vere o immaginarie) e immancabilmente queste diventano argomento di conversazione, vissuto anche con molto trasporto e passione da tutti i commensali. Ognuno racconterà le proprie intolleranze e quali alimenti peggiorano il colon irritabile. Le intolleranze sono una cosa intima e non se ne parla mai in pubblico. A proposito di ciò, sarà corretto comunicare ai padroni di casa le allergie o gravi intolleranze, ma non si eviterà di mettere in difficoltà il padrone di casa indicando una lunga lista di alimenti proibiti dalla nostra dieta.

- Cibo. 

Se fino a qualche decennio fa commentare il cibo non era educato, oggi sarebbe maleducato il contrario. Ma attenzione questo non vuol dire commentare ogni portata ma solo complimentarsi per qualcosa che ci ha particolarmente colpito. Il cibo però non dovrebbe essere argomento di conversazione, se lodiamo il piatto di qualcuno o qualche alimento prelibato a scapito di quello che ci stanno servendo, possiamo creare del disagio nei padroni di casa che possono sentirsi offesi o non all’altezza.


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