Buone Maniere del Mondo Mussulmano

Ho vissuto per molto tempo in alcuni paesi musulmani, sperimentando sulla mia pelle quanto possono essere gravi alcuni comportamenti occidentali, questo paragrafo si basa principalmente sulla Turchia, Paese nel quale ho vissuto molto tempo e che porto sempre nel cuore.

La prima puntualizzazione è che i paesi musulmani non sono arabi, su questo gli occidentali fanno sempre molta confusione. Gli arabi sono un gruppo etnico di madrelingua araba originario della Penisola arabica. I paesi musulmani sono semplicemente i paesi nei quali c’è una larga diffusione della religione musulmana. Per fare un esempio, la Turchia può essere considerato un paese musulmano ma non è assolutamente un paese arabo, bensì di origine ottomana.

Secondo punto fondamentale è non interpretare le norme delle buone maniere di un paese secondo uno schema mentale europeo-centrico. Noi occidentali non siamo il centro del mondo e le nostre norme non sono le uniche nè le migliori. Il rispetto delle norme nel paese in cui siamo ospitati è necessario per una convivenza pacifica e cordiale. Anche se siamo in vacanza dobbiamo informarci bene prima di partire. Mi è capitato più volte, quando vivevo a Istanbul, di vedere orde di turisti affannati approdare nel Kapalıçarşı, meglio conosciuto come Gran Bazar. Questo fiume di persone si divertiva a schernire e giocare con gli usi e le forme di cortesia locali; gli abitanti della vecchia Costantinopoli venivano così interpretati come personaggi di un parco di divertimenti. Quando siamo turisti non dobbiamo mai perdere il senso del rispetto, ad esempio teniamo a bada la macchina fotografica. Evitiamo sempre di fotografare le persone, soprattutto se di sesso femminile. Evitiamo anche di fotografare luoghi di povertà e degrado, che oltre ad essere un atteggiamento maleducato, dimostra una profonda mancanza di rispetto; così come anche utilizzare la fotocamera nei luoghi di culto o nelle abitazioni private risulta un gesto offensivo. Al mercato cerchiamo di mantenere a bada la curiosità: i commercianti saranno lieti di farci assaggiare tutto e di raccontarci la storia che c’è dietro ogni cosa, ma cerchiamo di non toccare mai gli alimenti per rispetto alle altre persone che potrebbero non apprezzare.

Se siamo urtati dalle frasi “Italiano? Ah che bello pasta, pizza e mandolino” oppure “Italiano? Calcio, Mafia e Berlusconi” evitiamo di fare altrettanto.

Il Libro Sacro dell’Islam, il Corano, racchiude numerose norme comportamentali che andranno a individuare spesso i precetti fondativi della letteratura Adab, la quale definisce le norme di comportamento in pubblico da imitare e rispettare. Sono norme di valore intellettuale essenziali per essere una persona colta, raffinata e gentile. Il significato di Adab si può far risalire all’idea di invitare qualcuno a un banchetto.

Iniziamo con il fissare alcuni punti. In molti paesi musulmani la formalità è molto importante, per tale ragione ricordiamoci di non chiamare qualcuno solo con il nome ma riferiamoci agli uomini accompagnandolo con il corrispettivo italiano di signore: nei paesi arabi sarà said mentre dei paesi di origine ottomana sarà bey. Utilizzeremo tale appellativo anche nei brevi saluti. Nelle grandi città, dove la vita è frenetica, i saluti possono essere scambiati in modo veloce ma nei centri piccoli o in quelli più tradizionali il saluto non è mai breve, comporterà sempre un piccolo scambio di convenevoli e alcune volte non potremo sfuggire al tè. In Turchia può essere molto maleducato non accettare un'offerta di cay da parte di qualcuno, anche se appena conosciuto. Il rifiuto è inteso come un rifiuto alla conoscenza. Ancora oggi moltissimi commercianti hanno a disposizione il tè nei loro negozi e ogni trattativa inizia con la conoscenza davanti ad un bicchiere di tè.

Per i fumatori come me questi paesi sono l’Eden, possiamo fumare quasi ovunque ma ricordiamo che prima di prendere la sigaretta sarà cortese offrire dal pacchetto e poi porgere l’accendino; se invece siamo fumatori e ci viene offerta una sigaretta accettiamo e non diciamo “grazie, ho le mie”, potrebbe essere considerata un’offesa. Diversa sorte spetta alle donne, a loro spesso non è concesso di fumare in pubblico. Attenzione anche al periodo ramadam: in questo caso evitiamo di fumare in pubblico e di offrire sigarette.

A proposito di tè, in nessun caso si porterà il cucchiaino alla bocca e spesso il piattino sarà tenuto unitamente al bicchiere.

È corretto considerare che tra i paesi musulmani vi siano quelli dai costumi e quelli più tradizionali come il Brunei, ma buona norma vuole che, tanto nei primi quanto nei secondi, i saluti siamo molto fisici: se incontro un amico o un conoscente per strada sicuramente ci sarà un caloroso abbraccio e lo scambio di tre baci. Nella mia esperienza, le prime volte mi sembrava alquanto insolito avere baci da perfetti sconosciuti, essendo un algido piemontese, e questo è stato uno quasi shock, ma dopo qualche mese ho trovato bella e accogliente questa pratica. Stiamo molto attenti però nel saluto con persone dell’altro sesso, non dovremo mai confonderci. Se incontriamo una donna io non dovrò né abbracciarla né baciarla (in Turchia è diverso); se non siamo in un contesto lavorativo, evitiamo anche di tendere la mano per la presentazione, aspettiamo che sia il marito a indicare la modalità di presentazione.

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