Galateo dell’università. Edizione studenti: regole generali

Ogni contesto ha le sue regole di galateo. All’università queste regole, se applicate nel modo giusto, possono aiutare lo studente di tutte le età a vivere questa esperienza al meglio, traendone i maggiori benefici. 

Ecco alcuni consigli generali dell’Accademia Italiana di Galateo per poter trarre i massimi benefici dagli anni dell’università.

 

L’ingresso. Gli ingressi delle università sono dei luoghi sempre molto affollati; tra gente che entra e gente che esce è qui che si presenta l’annosa questione delle precedenze. Come in tutti gli altri contesti la regola base del galateo in fatto di precedenze è quella che prevede la priorità della donna all’uomo e la precedenza della persona più anziana alla più giovane. L’università rientra nella categoria dei contesti lavorativi nei quali è previsto che la priorità sia data al “capo” o alla persona più alta in grado anche se più giovane. Dal punto di vista del galateo bisogna considerare che, per lo studente, non conta quale sia la mansione svolta dalla persona più grande cui si cede il passo, non importa che si tratti del rettore o dell’inserviente, la persona più grande di noi ha la precedenza. Questa regola vale anche quando abbiamo a che fare con altri studenti più grandi di noi; spesso infatti specialmente i corsi di alta formazione e i master riuniscono studenti di diverse classi di età, in questi casi nell’entrare in facoltà, nel dipartimento o semplicemente in aula, lo studente più giovane è tenuto a dare la precedenza al meno giovane, mentre quest’ultimo sarà comunque tenuto a dare la precedenza al docente anche se più giovane di lui.

Spesso, specialmente all’ingresso delle facoltà, nel dare la precedenza ci si trova a tenere aperta la porta per un gruppo di persone che sembra non finire mai; se arriviamo all’uscita (o all’entrata) e vediamo che un nostro collega (o una nostra collega) sta reggendo la porta a un gruppo di persone sarebbe buona norma e un gesto di attenzione offrirci di sostituirlo permettendogli di uscire, qualcuno si offrirà sicuramente di sostituirci a breve.

 

Bussare. Quando ci rechiamo in uno studio o in un ufficio dell’amministrazione ricordiamoci di bussare sempre prima di entrare. E non dimentichiamo una volta entrati di presentarci.

Le presentazioni. Come in tutti gli altri contesti vige la regola generale secondo cui l’uomo si presenta alla donna e la persona più giovane si presenta alla meno giovane; mentre quando ci rechiamo in un ufficio, o da un professore, è buona norma presentare noi stessi indicando non solo il nome e il cognome ma il corso di appartenenza, prima di proseguire con la nostra richiesta.

La puntualità è sicuramente un buon biglietto da visita, cerchiamo sempre di rispettare gli orari e di arrivare puntuali sia a lezione sia agli esami. Nel caso in cui, per cause di forza maggiore ci trovassimo ad arrivare tardi a una lezione, la cosa migliore sarebbe aspettare la pausa per poter accedere all’aula senza interferire con il normale svolgimento del corso.

 

Il saluto. Non dimentichiamo mai di salutare. Naturalmente saluteremo i colleghi e il professore, nell’entrare in aula prima della lezione, e i presenti entrando in una stanza. Stiamo attenti, anche entrando in un luogo in cui è richiesto il silenzio come la biblioteca, è buona educazione salutare discretamente il personale all’accoglienza. Nello scegliere le formule di saluto è bene preferire, a seconda delle situazioni, i consueti “Buongiorno”, “Buonasera” e “Ciao”. Assolutamente vietato l’uso del “Salve”. Molti studenti non lo sanno, ma il salve indispone oltremodo alcuni docenti. Spesso utilizzato perché considerato un saluto di tipo neutro, a metà tra il formale e l’informale, sarebbe in realtà da evitare preferendo un più significativo “Buongiorno” o un informale “Ciao”.


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