Come si conversa

Il 6 ottobre ricadeva l’inizio delle trasmissioni radiofoniche: ben 95 anni di storia. Vi siete mai chiesto come la radio si sta dimostrando un mezzo soltanto resistente all’era digitale di internet, delle informazioni veloci e dimenticate il secondo dopo? La radio da sempre ci porta all’ascolto alla riflessione. L’ascolto è alla base di una buona conversazione e la conversazione è il punto nevralgico delle buone maniere, il centro sul quale ruota tutto; se siamo degli abili e piacevoli conversatori tutte le nostre mancanze passeranno in secondo piano. 

Nei secoli si sono sprecate decine e decine di pagine sull’arte oratoria e sulla buona maniera di conversare ma ancora oggi, per molti, quest’arte è totalmente sconosciuta.

La maggior parte di noi è concentrata più sul cosa dire che sull’ascoltare; non è raro vedere qualcuno che interrompe il discorso del vicino o risponde tutt’altro discorso. La conversazione è come una partita a tennis, la palla non deve mai cadere a terra e non deve essere trattenuta, la tavola è il campo da gioco. 

Uno degli errori più frequenti è quello di concentrarsi più su cosa dovremmo dire che sull’ascolto di ciò che ci viene detto, al contrario molte volte è meglio comprendere un discorso piuttosto che intervenire in modo inappropriato. 

La conversazione deve essere sempre leggera (nel senso calviniano del termine), piacevole e deve presupporre sempre un buon grado di cultura, per cui essere aggiornato e informato è indispensabile per un buon conversatore.

Gli argomenti della conversazione dovrebbero sempre essere compresi dalla maggior parte degli ospiti e non creare disagio in alcuno.

Quando interveniamo in una conversazione dobbiamo ricordare che stiamo esponendo un racconto, che non deve perdersi in molti particolare e non deve andare troppo nello specifico, per evitare di perdere il senso di ciò che stiamo raccontando. I nostri interventi dovranno essere brevi, colorati e dovremo fare in modo di andare subito al sodo. Un racconto deve avere un inizio, uno svolgimento, un climax e una conclusione. Questi 4 momenti dovrebbero essere chiaramente distinti e, come nella drammaturgia, dovremmo evitare di andare continuamente avanti e indietro nel tempo del racconto. Si dovrebbe raccontare qualcosa che sia interessante e la narrazione non dovrebbe mai svolgersi in un susseguirsi di azioni senza senso. Il racconto inizierà e si svilupperà; poi arriverà il momento del climax, ossia il momento nel quale accade qualcosa che modifica la situazione del protagonista; infine si arriverà alla conclusione, risoluzione o chiusura del racconto. Sembrano regole legate alla drammaturgia ma devono essere applicate anche alla conversazione per evitare di essere noiosi, ripetitivi o peggio non compresi.

Ci tengo a riportare ancora un errore comune che mi capita spesso di vedere in molte conversazioni, ossia quello del conflitto o della rivalità dell’azione. Quando qualcuno racconta qualcosa vuole essere ascoltato e non ribattuto subito, se qualcuno dirà “oggi sono molto stanco, ho lavorato molto” noi non risponderemo “mamma mia anche io sono stanchissimo” questa è una conversazione sterile, oppure “lo scorso anno sono stato in vacanza a Marrakech l’ho trovata molto bella” noi non risponderemo “io invece sono stato a Dubai” anche in questo caso la conversazione cadrà immediatamente. La convivialità comporta uno scambio e non una concentrazione su se stessi, di conseguenza più qualcuno cercherà di essere interessante con i racconti più otterrà l’effetto opposto.

In ultimo spesso ci viene chiesto come coinvolgere una persona timida in una conversazione. In questo caso meglio non fare domande dirette ed evitare di mettere l’interlocutore al centro dell’attenzione per non amplificarne l’imbarazzo, di fronte a una persona timida è più opportuno cercare di iniziare una conversazione a due per fare in modo che questa si  sciolga e, senza fretta, coinvolgerla nella conversazione generale.

Come abbiamo capito la conversazione è al centro della socialità e deve essere già decisa a priori in fase di organizzazione, per tale ragione i padroni di casa e gli organizzatori dovranno avere molta cura nella scelta degli ospiti, che saranno le variabili della nostra conversazione.


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Commenti: 2
  • #1

    Roberta (sabato, 19 ottobre 2019 16:18)

    Buongiorno. Esiste un libro sul modo che si conversa? Grazie

  • #2

    Accademia Italiana Galateo (sabato, 19 ottobre 2019 20:14)

    Gentilissima Roberta, può trovare il nostro libro on line e in tutte le librerie. All'interno troverà numerosi suggerimenti.

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