Settembre ripartiamo con gentilezza

La gentilezza è una delle basi solide su cui si erigono le buone maniere, qualcosa di radicato e di prezioso, che non si esaurisce in semplici gesti rituali, ma è in grado di dar vita ad una vera e propria inclinazione interiore, che ci connette a chi circonda in modo intimo ed essenziale, dal piano personale, all’ambito professionale, in ogni tipo di esperienza e di confronto. 

Se volessimo già solo rifarci al significato etimologico della parola, in greco antico, il termine è legato al concetto di genia – “eugenia”, letteralmente di buona nascita, di nobile stirpe, quindi, in qualche modo è evidente che quando si parla di gentilezza, non si possa prescindere dal contesto umano e dalla relazione con gli altri. Il tema è estremamente attuale, viviamo in una società spesso esposta a problemi e difficoltà di qualunque genere, la gentilezza intesa come collaborazione e rispetto possiede la capacità di procreare una rete di persone solide ed aperte che possono davvero rappresentare un valido aiuto al progresso di tutti. 

Un famoso proverbio africano recita: “Se vuoi andare veloce cammina da solo, se vuoi andare lontano cammina insieme agli altri”; in effetti, camminando gli uni accanto agli altri possiamo renderci conto di quanto la gentilezza abbia il potere immenso di trasformarci. 

La gentilezza nei confronti degli altri però si coltiva a partire dalla gentilezza verso sé stessi e la definizione di gentilezza, comunemente intesa, non descrive la sola modalità di gestione delle relazioni all’interno di un gruppo; il significato concettuale infatti evolve con il mutare della società in risposta ai bisogni di rinnovamento e di scoperta. Nell’antica Roma l’imperatore e filosofo Marco Aurelio definì la gentilezza come “la delizia più grande dell’umanità” e nel corso dei secoli altri pensatori hanno espresso lo stesso parere. Più vicini ai nostri tempi, nel secolo dei Lumi, ai teorici dell’egoismo, che avevano come riferimento Hobbes e il suo Leviatano si affiancarono numerose speculazioni contrastanti i cui esponenti riprendevano l’insegnamento di Rousseau e della sua opera Emilio. Il dibattitto intorno a queste tesi di idee contrapposte ha evidenziato l’atteggiamento irrisolto, che si protrae anche attualmente, verso l’interpretazione benevola e/o malevola della stessa natura umana. 

Per il galateo essere gentili, oggi, significa saper rendere congruente la forma alla sostanza, quindi in qualche modo vuol dire superare l’estetica dei comportamenti e scegliere giorno dopo giorno piccole indicazioni di base che possono fare la differenza ed aggiungere quel tocco di colore al grigio abbrutimento quotidiano. Vediamo qualcuna insieme:

 

Ascoltare realmente ed attivamente l’altro con curiosità, senza prevaricazione e soprattutto senza giudizio. Per coltivare gentilezza è importante imparare ad aprirsi all’altro e lasciare andare le difese quando sentiamo sorgere un atteggiamento di chiusura e di rigidità, ci accorgeremo presto che è decisamente più utile esplorare il senso del comportamento nostro e altrui senza necessariamente etichettarlo.

 

Offrire, non imporre, nelle discussioni le proprie soluzioni ed i propri punti di vista con garbo, generosità e fiducia, ricordando che a volte la scelta del silenzio può essere la più adeguata, la più efficace e la più “assordante”.

 

Passare all’azione, fare atti concreti di cortesia con naturalezza e spontaneità. Spesso è più facile essere disponibili nei confronti di chi ci è più vicino e verso colore che reputiamo più affini. Ma è altrettanto interessante provare ad allargare i confini della nostra gentilezza, magari iniziando da un semplice sorriso con chi incontra il nostro sguardo, per poi lasciare un parcheggio in modo disinteressato, cedere il posto sui mezzi pubblici, mettere un ombrello a disposizione nel luogo di lavoro per poterlo prestare ai colleghi sprovvisti quando piove, donare quotidiani, riviste, libri nell’ambulatorio del medico curante, aiutare nel parcheggio del supermercato chi sta caricando nell’automobile con difficoltà le buste della spesa … e la lista potrebbe allungarsi a dismisura.

L’esperienza del saper vivere ci insegna che è fondamentale saper riconoscere ed accogliere la gentilezza, solo in questo modo ci concederemo la possibilità di entrare in contatto con quella gamma di sensazioni piacevoli che rendono la vita più ricca e degna di essere vissuta.

Proviamoci da subito, a partire da Settembre, un mese che renda buone e gentili tutte le nostre intenzioni. 


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