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Bullismo? Contrastarlo con le buone maniere e empatia

Di fronte a fenomeni come il bullismo l’acquisizione di alcune regole del galateo può aiutare bambini e ragazzi a sviluppare la giusta sensibilità ed empatia, permettendogli di sviluppare maggiore consapevolezza e sicurezza in loro stessi e, di conseguenza, di capire meglio gli altri.

Tutti i giorni siamo bombardati da esempi di modelli comportamentali sbagliati, lo sviluppo della comunicazione di massa ci ha reso tutti vulnerabili ad essi ma se un adulto è, o almeno dovrebbe, essere preparato a distinguere cosa è giusto da cosa è sbagliato e, soprattutto, a identificare quando un’azione personale o un atteggiamento può essere nocivo nei confronti di un’altra persona, per i più giovani, il cui carattere è ancora in formazione, distinguere tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato non sempre è così facile.

Le cronache di tutti i giorni ci mettono davanti ad episodi di violenza perpetrati da ragazzi e adolescenti nei confronti di propri coetanei. Tali azioni sono definite con il termine “bullismo”.

Il bullismo è un fenomeno che può colpire chiunque, indipendentemente dal contesto sociale di appartenenza. Per combatterlo la strategia migliore passa attraverso una prevenzione mirata, basata sulla promozione di un clima culturale, sociale ed emotivo atto a scoraggiare qualsiasi atteggiamento di sopruso e violenza. L’educazione alla sensibilità e lo studio delle buone maniere permettono ai ragazzi di accrescere lo sviluppo dell’empatia, sviluppando la capacità di comprendere a pieno lo stato d’animo altrui, facilitando lo sviluppo di un’attitudine positiva che genera l’apertura verso il prossimo e una maggiore predisposizione alla comprensione dei sentimenti altrui.

Il galateo, infatti, si qualifica più che come una serie di regole e precetti intransigenti, come una guida adattabile ad ogni circostanza, che ha come elemento principale l’attenzione nei confronti delle necessità del prossimo.

L’apprendimento delle “buone maniere” ha inoltre come risultato, per l’adulto come per il ragazzo, lo sviluppo di una maggiore consapevolezza del proprio essere e una migliore percezione del proprio corpo e delle proprie capacità che determina una maggiore sicurezza in se stessi. L’acquisizione di questo nuovo modo di pensare e l’assimilazione di determinati esempi permettono di intervenire sul ragazzo creando una base di conoscenza e lo sviluppo di un’emotività particolare che agisce sui tre potenziali attori delle situazioni di bullismo: il bullo, la vittima e gli osservatori.

Una delle componenti base delle situazioni di prevaricazione tra i più giovani è l’insicurezza; questa spinge il bullo a prevaricare il coetaneo di turno allo scopo di confermare e manifestare la sua superiorità difronte al gruppo; questo tipo di atteggiamento, in alcuni casi sommato ad altre situazioni pregresse, genera debolezza e sempre maggiore insicurezza nella vittima che si trova incapace di difendersi e reagire al sopruso subito. Mentre chi assiste a questi episodi, si trova spesso relegato in una situazione di osservatore passivo, incapace di ribellarsi e di intervenire contro l’ingiustizia per paura che tale situazione gli si possa ritorcere contro, facendolo diventare egli stesso vittima.

Agendo sull'importanza della personalità Il corso di buone maniere per ragazzi, attraverso la comprensione delle regole base del vivere comune, agisce sulla sensibilità aiutando a indirettamente anche i più giovani a comprendere le basi del rispetto per se stessi e per gli altri.

 

Micaela Canopoli


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